Gli attori della sanità italiana sono pronti a recepire e praticare i princìpi della Medicina di Genere, che può rappresentare un’innovativa opportunità per il sistema sanitario. La grande maggioranza dei decisori e medici specialisti chiedono alle istituzioni che nella pratica clinica vengano concretamente riconosciute le differenze specifiche tra uomini e donne, in modo da assicurare a tutti la terapia più appropriata.
È quanto emerge dalla ricerca Conoscenza, rilevanza e prospettive della Medicina di Genere in Italia, condotta su un vasto campione di operatori sanitari italiani – decisori, amministratori, medici delle principali specializzazioni e farmacisti – e presentata nel corso del Simposio La salute della differenza promosso dal GISeG – Gruppo Italiano Salute e Genere.
“Attuare la Medicina di Genere significa assicurare migliore salute a tutti, uomini e donne, adulti e bambini, significa raggiungere l’appropriatezza preventiva e terapeutica declinata nel genere. Naturalmente dobbiamo chiedere ai decisori di rivedere le politiche sociali per la donna”, afferma Flavia Franconi, presidente del GISeG. “Questa ricerca, che ha coinvolto specialisti e decisori sanitari, incoraggia la svolta di genere nella sanità italiana: il sistema sanitario si mostra consapevole e pronto ad adottarne i principi”.
La ricerca presentata oggi dimostra come, nonostante solo da pochi anni sia diventata d’attualità anche in Italia, la Medicina di Genere è ormai conosciuta dagli operatori sanitari anche nel nostro Paese. Il testimone passa adesso ai decisori politici, per tradurre in atti concreti gli orientamenti della Medicina di Genere, raccogliendo la disponibilità e la consapevolezza manifestate dagli operatori sanitari
Gli operatori sanitari attenti alla medicina di genere
11 gennaio 2012 di associazionegender
